L' attore interpreta un ragazzo costretto a un ritiro traumatico come il primo olimpionico azzurro: «Sul set porto anche Rosolino, la Pellegrini e Magnini»
Sono iniziate le riprese di «Come un delfino» fiction prodotta e interpretata da Raoul Bova, regia di Stefano Reali, che nel ' 92 fece esordire Bova come attore in «Una storia italiana» sui fratelli Abbagnale. «Una fiction in due puntate che punta a trasmettere voglia di sport come riscatto sociale, come energia positiva per crescere correttamente - spiega Giancarlo Scheri, direttore Fiction Mediaset - e sarà uno degli eventi dell' autunno di Canale 5». TIZIANA BOTTAZZO ROMA Autobiografia, storie di nuoto, fiction. Raoul Bova svela «Come un delfino», con emozione perché il nuoto è la sua storia. «Mi sono formato in piscina, una scuola di vita preziosa: disciplina, impegno, allenamenti, bisogno di migliorarsi sempre, guai sentirti appagato. All' inizio della mia carriera da attore il successo è stato immediato, ma non mi sono mai adagiato: sapevo che avrei dovuto crescere, imparare, fare sacrifici per affermarmi veramente. Come nel nuoto». L' effetto benefico dura ancora. «Davvero, incredibile. Per prepararmi a questa fiction sono tornato in piscina esattamente dopo vent' anni: ho smesso a 18. ora ne ho 38...Allenamenti rigorosi, grazie anche alla collaborazione della Federnuoto, alle piscine del Foro Italico e dell' AcquaAniene, Marco Proietti e Christian Minotti come coach, dieta bilanciata: ho perso 13 chili e ho conquistato il bronzo ai tricolori Master a Ostia. Pensavo ad un tempo attorno al minuto, invece sono andato come una scheggia». «Come un delfino» sembra un percorso psicanalitico attraverso l' acqua: il conflitto genitore-campioncino, l' autonomia conquistata a colpi di medaglie, i sensi di colpa alla morte del padre, l' atleta che riesce a guardare oltre il bordo vasca e si impegna ad aiutare ragazzi disagiati di una comunità napoletana, il riscatto sociale, il lieto fine. «E' lo sport in se che comporta questo percorso. Io lo amo, ma ne conosco anche i tormenti, le difficoltà, le delusioni che possono segnarti a vita. A 6 anni vincevo tutto, a 15 ho avuto l' occasione della vita: selezione per i Mondiali alla Playa di Catania, scendevo in acqua con il terzo tempo e il secondo non si è presentato, quindi non avrei avuto problemi a qualificarmi. Parto bene, ma alla virata la gamba sembra di gomma, sbaglio tutto, mi affanno a recuperare, sfioro l' invasione di corsia, arrivo penultimo. Una sconfitta pesantissima. Da allora il mondo mi è crollato addosso, mi sembrava che nessuno mi prendesse più in considerazione, i riflettori si spegnessero. Un processo che probabilmente era solo nella mia testa». Il nuoto italiano è esploso: medaglie, record e successi. Ma anche drammi, crisi, sconfitte. «Primati e le vittorie fanno giustamente rumore, i campioni entrano nello star system, passerelle, programmi tv, Isola dei Famosi e via elencando. Ora c' è più sensibilità per il nuoto. Importante è capire che la vita è anche altro e che si ha più soddisfazione a ritrovare te stesso. Ho voluto parlare a lungo con Domenico Fioravanti e capire il suo dramma: il primo italiano a vincere ben due ori olimpici escluso improvvisamente dal nuoto per una malformazione cardiaca. E la sua scelta di non accettare la proposta del Qatar che l' avrebbe fatto comunque gareggiare, ma di rimanere italiano. Che lezione di sport. E poi le crisi d' ansia di Federica Pellegrini: le capisco, sono frequenti nel nuoto spesso alienato da superallenamenti, stress, affaticamento. Anche Massimiliano Rosolino ho seguito a lungo, mi ha colpito la sua determinazione a puntare alla quinta Olimpiade, non è facile per un campione accettare di uscire di scena». Cosa l' ha colpita di più in Domenico Fioravanti? «Quello che ho letto nei suoi occhi. Domenico è un ragazzo timido, riservato. Ma quando racconta quel che gli è successo, i suoi occhi sembrano urlare». Un viaggio nei meandri più sofferti del nuoto. Condiviso dai nostri campioni? «Assolutamente. Tanto che faranno parte anche loro della fiction. Pellegrini, Magnini, Rosolino, il mio ex compagno di gare Battistelli, i compagni della società Aurelia e tanti altri. Voglio mettere le facce vere. Non ho ancora l' ok definitivo, ma come dire, "prevedo" che ne vedremo molti in corsia a sfidarsi con me. E poi saranno tutti ad una grande festa. Sarà la festa del nuoto italiano». SCHEDA O RAOUL BOVA 39 ANNI ATTORE Raoul Bova è nato a Roma il 14-8-1971. A 6 anni le prime gare di nuoto, a 16 vince il titolo italiano di categoria nei 100 dorso. A 18 l' esordio sugli schermi. Il 25 giugno ha conquistato il bronzo ai tricolori master nei 100 sl (58"28). «Come un delfino» è la sua prima produzione con La San Marco, società condivisa con la moglie Chiara Giordano. Vuole anche loro PARLA DOMENICO FIORAVANTI 33 ANNI, BIOLIMPIONICO E' la prima volta di una fiction sul nuoto. Ho letto la sceneggiatura: bello che racconti stati d' animo che soltanto gli addetti ai lavori conoscono Ho apprezzato che si sia voluto dare un taglio diverso alla figura dell' atleta che nella vita può essere protagonista anche per altre cose